AGENZIA
ATTIVITÀ DI MERCHANDISING
oggi 19-12-2018

RAPPORTI DI AGENZIA E DISTRIBUZIONE COMMERCIALE

Contratto impreciso - mandante paga 55.405,06 Euro per il merchandising dell'agente

avv. Federico Robazza
Studio legale Robazza & Associati

Con sentenza numero 1998 del 26 gennaio 2017, la Corte di Cassazione Sezione Lavoro, ha confermato l’importo di Euro 55.405,86 riconosciuto dal Tribunale di Treviso ad un agente di commercio per l’attività di merchandising svolta durante il rapporto di agenzia.

La sentenza è molto importante perché conferma il fondamentale principio già tracciato dalla Suprema Corte ovvero l’obbligo della preponente di remunerare l’attività di merchandising svolta dall’agente e che tale attività non rientra tra quelle tipiche del contratto di agenzia.

Nel caso specifico, il contratto sottoscritto non prevedeva lo svolgimento da parte dell’agente dell’attività di merchandising.

Oltre a ciò il contratto indicava la provvigione riferendola esclusivamente all’attività di promozione e non comprendeva nell’aliquota indicata anche altre attività accessorie che l’agente avrebbe in futuro potuto svolgere, come ad esempio quella di merchandising.

Il Tribunale di Treviso specificava che l’attività di merchandising non rientrava tra le attività tipiche del contratto di agenzia, anzi, che doveva considerarsi “del tutto estranea a quelle dell’agente di commercio”.

Tale impostazione, confermata dalla Corte d’Appello di Venezia e dalla Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, porta con sé l’importante conseguenza secondo cui, qualora nel contratto di agenzia non sia previsto uno specifico compenso per l’attività di merchandising, questa deve essere remunerata.

L’unica eccezione è rappresentata dal caso in cui l’agente, sin dall’inizio del rapporto, svolga attività di merchandising, in tal caso di deve ritenere che l’aliquota provvigionale comprenda anche tale attività.

Qualora invece ricorrano i due presupposti ovvero che il contratto di agenzia non prevede il compenso e che l’attività di merchandising inizia solo in un momento successivo alla stipula del contratto, quest’ultima deve trovare pagamento.

Nella causa discussa innanzi il Tribunale di Treviso, l’agente aveva stipulato un contrato di agenzia nel 1995 e iniziato a svolgere l’attività di merchandising nel 1997, dapprima occupandosene personalmente e, a partire dal 2000, avvalendosi di una strutture esterna che provvedeva regolarmente a pagare.

Il Giudice del lavoro, dott. Massimo Galli, sul presupposto che i due rapporti – agenzia e merchandising – fossero autonomi e non riconoscerendo quindi che l’attività di merchandising potesse essere in via generale ricompresa nell’attività dell’agente, stabiliva che questa non potesse ritenersi remunerata, mancando diverse e specifiche pattuizioni, attraverso le sole provvigioni percepite dall’agente.


Avv. Federico Robazza